PROGETTO STEVIA

 

La Stevia Rebaudiana Bertoni è una pianta erbaceo-arbustiva officinale spontanea, della famiglia delle Asteraceae, originaria delle montagne fra Paraguay e Brasile dalle molteplici peculiarità, anche se principalmente conosciuta ed utilizzata per il suo potere dolcificante.

In questa pagina cercheremo quindi di conoscere in modo più approfondito la Stevia, iniziando da un po’ della sua storia:

► In epoca precolombiana la Stevia era conosciuta dagli indigeni Guaraní come «Ka’a he’ê» (Erba dolce) ed utilizzata per addolcire il sapore amaro del Mate e come pianta curativa.

► Secoli dopo, nel 1797 il botanico Antonio José Cavanilles creò il genere Stevia sulla base di quattro specie messicane, giunte all’Orto botanico di Madrid grazie alla Real Expediciòn Botànica a Nueva España, dedicandolo al botanico Pedro Jaime Esteve.

► Nel 1899 il botanico Mosè Giacomo Bertoni catalogò per la prima volta la pianta, dandole inizialmente il nome di Eupatorium rebaudianum, in onore del chimico paraguayano Ovidio Rebaudi, che fu il primo ad analizzare chimicamente la pianta. Bertoni classificò ben 250 varianti della pianta.

► Nel 1931 i chimici francesi M. Bridel e R. Lavielle isolarono per primi le molecole che rendono la Stevia dolce, oggi conosciuti come Glicosidi Steviolici.

► Nel 1940 circa inizia l’utilizzo delle foglie nell’industria alimentare del Sud America.

► Dal 1970 i giapponesi hanno condotto approfondite analisi e ricerche sulla Stevia, riscontrando che il suo utilizzo era completamente sicuro.

► Nel 1971 avvengono in Giappone i primi usi commerciali della Stevia.

► Nel 2008 l’organizzazione americana FDA (Food and Drug Administration) ha conferito all’estratto di Stevia ad alta purezza lo stato di GRAS (Generally RecognizedAs Safe) consentendone l’utilizzo in cibi e bevande.

► Nel 2011 l’EFSA (European Food Safety Authority) approva l’utilizzo dei Glicosidi Steviolici in cibi e bevande.

 

Le sue caratteristiche

 

La Stevia è commestibile ed idonea al consumo animale ed umano ma viene prevalentemente utilizzata per i suoi principi attivi (Glicosidi Steviolici) dal potere fino a 350 volte più dolcificante del comune zucchero, le foglie possiedono anche diverse proprietà medicinali e se assunte tutti i giorni  sotto forma di tisana, hanno queste proprietà:

►Ideale per chi soffre di Diabete in quanto regolarizza i valori glicemici attraverso il Pancreas  che stimola la creazione di Insulina.

Antinfiammatoria ed antidiarroica

► Acariogena – Previene le infezioni gengivali e le carie dentali

► Previene le forme enteriche ed agevola le funzioni gastrointestinali

► Dieta – Masticando un a foglia prima di pranzo o cena diminuisce il senso di fame

► Ipotensiva – Agisce regolarizzando la pressione sanguigna

► Antibatterica

► Non ha calorie né indice glicemico

► Aiuta a diminuire le vampate in menopausa e i dolori pre-mestruali

► Per smettere di fumare basta masticare una foglia ogni volta che c’è il desiderio di sigaretta

FONTE: eustas.org

Risulta inoltre dalle analisi chimiche che le sue foglie contengono anche: Ferro, Fosforo, Calcio, Sodio, Potassio, Magnesio, Zinco, Rutin (un flavonoide), Vitamina A, Vitamina C ed un olio che contiene a sua volta 53 diversi elementi.

I Glicosidi Steviolici

Come accennato in precedenza, Glicosidi Steviolici è il nome generico delle sostanze dolcificanti estratte dalla pianta di Stevia. Dall’elevato potere dolcificante, variabile a seconda del tipo di sostanza, gli Steviosidi e i Rebaudiosidi sono in grado di dolcificare da 40 a 350 volte in più del saccarosio.

Queste sostanze compongono circa il 10% in peso delle foglie a secco ed a loro volta, i più comuni ed utilizzati in ambito alimentare, Stevioside e Rebaudioside A sono circa il 70% del totale. Il Glicoside Steviolico con il miglior potere dolcificante (circa 350 volte lo zucchero) attualmente disponibile è appunto il Rebaudioside A, disponibile in commercio con una purezza fino al 98%.

Nel corso degli anni la Stevia è stata oggetto di numerosi studi ed analisi, in seguito a questi il consumo di Glicosidi Steviolici è stato approvato e regolamentato dalla FDA e dall’EFSA. Al contempo la FAO (Food and Agriculture Organization) e il WHO(World Health Organization) definiscono la DGA (Dose Giornaliera Accettabile) in 4mg/kg di peso corporeo al giorno.

 

Per i nostri prodotti, abbiamo scelto di utilizzare Stevioside e Rebaudioside A di prima scelta : vengono estratti mediante un processo del tutto naturale, escludendo raffinazione sintetica o sbiancamento come avviene nella produzione di molte sostanze dolcificanti. Il processo infatti prevede l’estrazione in acqua e Bio etanolo con successiva evaporazione dell’alcool. Si passa poi ad una serie di filtri con carboni vegetali che permettono al nostro prodotto di presentarsi sotto forma di una leggera polvere di colore bianco panna, che mantiene tutte le sue proprietà, i suoi benefici e il suo aroma, naturalmente.

Stevioside e Rebaudioside A sono entrambi privi di calorie e zuccheri, difatti non modificano l’equilibrio glicemico (indice glicemico: zero). Questi componenti inoltre hanno un’ottima resistenza alle alte temperature e quindi ai fenomeni di fermentazione.

Ciò garantisce la loro conservazione per un lungo periodo di tempo e di conseguenza la possibilità di utilizzarli nelle più svariate preparazioni alimentari.

Legislazione Europea

Non tutti i Glicosidi Steviolici sono ammessi come edulcoranti in ambito alimentare, con il Regolamento (UE) n.231/2012 l’Europa ha definito le specifiche, classificandoli come E960.

Ecco quali sono le caratteristiche principali dell’E960:

► Deve contenere il 95% minimo di Glicosidi Steviolici ammessi, in qualsiasi combinazione e rapporto.

► I Glicosidi Steviolici ammessi in alimentazione sono 11 (ultimo aggiornamento 10/2016): Steviolo, Steviolbioside, Rubusoside, Dulcoside A, Stevioside, Rebaudiosidi A, B, C, D, E, F e M.

Il Regolamento (CE) n.1333/2008 tratta le possibilità di utilizzo dell’E960 nell’industria alimentare. All’interno del documento si può notare che le quantità permesse sono molto basse, generalmente intorno allo 0,02-0,03% (200-300mg/kg o mg/l di E960), ma spesso sufficienti allo scopo data l’estrema dolcezza dei Glicosidi Steviolici.

Progetto Stevia

Obbiettivi

I prodotti di origine vegetale (Bio‐based) per usi non alimentari o per la nutraceutica (cibi salutistici) rappresentano una nuova opportunità di sviluppo per le aziende agricole e per le aziende industriali più ingenerale:  Promuovere lo sviluppo di una filiera in grado di rispondere alla domanda nazionale ed europea di materie prime per l’industria della chimica verde, che oggi è operativa in diversi settori: cosmetica, nutraceutica, mangimistica, adesivi, materiali da bioedilizia, produzione di bioenergie, bio-prodotti per molteplici usi.  Individuare colture idonee alle condizioni pedoclimatiche siciliane, i cui prodotti, stanno trovando negli ultimi anni applicazioni innovative in diversi settori agro-industriali.  Un approccio integrato che consenta di proporre diverse alternative colturali, accordi di filiera in grado di dare sbocchi certi agli agricoltori, oltre ad un coordinamento della logistica a livello territoriale necessario al contenimento dei costi di produzione.  L’offerta italiana di queste materie prime al momento praticamente non esiste, a fronte di una domanda sempre crescente da aziende interessate ad avere prodotti bio based che abbiano una connotazione territoriale e che non siano importati.

 

Organizzazione della filiera

Holding

Core business

Piante nutraceutiche

Piante madri selezionate e certificate

Piantagioni certificate partner

Azienda servizi partner

Canali vendita – Industria chimica verde – Aziende agroalimentari – Bio -food

Impianti trasformazione

 

 

 

Progetto di filiera:

La Stevia si presenta come un piccolo arbusto, alto non più di mezzo metro, con piccole foglie e fiori bianchi e delicati, è un dolcificante 350 volte più potente dello zucchero, naturale e senza calorie. Nella sua foglia vi sono diversi componenti che le attribuiscono il carattere della dolcezza, quelli più rilevanti dal punto di vista commerciale sono lo Stevioside e il Rebaudioside A. Se opportunamente estratti si presentano sotto forma di polvere bianca e leggera che può essere utilizzata conformemente da quanto prescritto dal Regolamento UE 1131/2011, come additivo alimentare con la sigla E960.

A fianco di questo elevato potere dolcificante, unisce l’assenza di calorie e glucosio, fattore non di poco conto in ottica di cura e prevenzione del diabete mellito (in Italia la percentuale di individui affetti da tale patologia è mediamente del 3%, quasi 2 milioni di persone). La Stevia in più, al contrario di qualsiasi altro dolcificante, – promuove la secrezione di insulina portando una riduzione di glucosio nel sangue ; – ha una azione ipotensiva e ‘anti-obesità’, dal momento che oltre a non contenere calorie aiuta a ridurre il ‘bisogno’ di altri dolci e cibi grassi; – digestiva; – protegge la cute e le mucose, in particolare del tratto orale (il che la rende efficace nella prevenzione della carie).

A fronte di queste premesse è facile intuire che il futuro per la Stevia in Europa è roseo e le stime di crescita sono esponenziali, basti sapere che in Giappone, nel momento in cui scriviamo, circa il 45% della popolazione che sceglie un dolcificante, sceglie la Stevia, perché naturale e perché non contiene calorie.

Applicazioni della stevia: Bevande naturali e gassate Nettari e succhi di frutta Sciroppi Bevande alcoliche Prodotti lattiero-caseari Gelati e sorbetti Conserve di frutta Preparati di frutta Dolciumi Chewing-gum e caramelle Cereali per la colazione Dolci a base di latte e frutta Creme da spalmare Edulcoranti da tavola Prodotti dietetici

Opportunità per le imprese agricole: sviluppo sostenibile

A fronte della crescita esponenziale che ha subito la domanda mondiale di dolcificanti, in Italia non esistono ancora coltivazioni con quantitativi significativi di questa pianta E viste le condizione pedoclimatiche specie del sud Italia favorevoli alla sua crescita, può dare un contributo significativo di reddito agli agricoltori che si impegnano a rispettare il ns protocollo in pratiche agricole sostenibili.

Questa politica si traduce in consigli ai coltivatori, trattamento delle acque, un programma di microcredito e lo sviluppo di progetti delle aziende rurali. In particolare, il progetto ha una politica di aiuto e sostegno perle aziende. La Stevia è una nuova opportunità di lavoro d’interesse generale.

Si è raggiunto un accordo con una multinazionale che fornisce le piantine di stevia di un clone di III e IV generazione, le piante di questo clone producono delle foglie con una concentrazione di glicosidi più redditizia a fronte di un risparmio di fabbisogno idrico per irrigazione del 15%. Questo ci permettere di mettere sul mercato una sostanza secca molto competitiva per qualità e costi di produzione.

Aspetti Agronomici

Per la coltivazione della stevia il clima ideale potrebbe essere considerato quello subtropicale semi-umido, con temperature che vanno da -6°C a 43°C con una media di 23°C . Può essere coltivata in una vasta gamma di terreni, la tipologia di terreno più adatta alla coltivazione della stevia è quella avente un rifornimento di umidità e drenaggio adeguato. La stevia non necessita di irrigazione frequente, sebbene preferisca un suolo umido. Il fabbisogno idrico medio giornaliero è di 2,33mm per pianta. Le foglie sono raccolte all’incirca quattro mesi dopo il trapianto, tagliando le piante a circa 5-10 cm sopra il livello del terreno. L’essiccazione delle piante falciate, mediata dal sole, può essere abbastanza veloce (24 ore o meno) quando il livello di umidità è basso. La stevia è una pianta semi perenne perciò può essere mantenuta in vita fino a cinque o sei anni, effettuando due o tre raccolti all’anno. I rendimenti raggiungono fino i 12 tm/anno di foglie fresche, considerando una distanza di 0,4 m tra solchi e 0,20mtra piante. Tra le principali misure preventive di controllo delle malattie e dei parassiti che attaccano questa specie vegetale, si deve ricordare che si dovrà scegliere per la sua piantagione una porzione di terreno non utilizzata durante l’anno precedente con alcuna coltivazione suscettibile alle stesse malattie che riguardano la stevia come il pomodoro o il girasole; il trattamento chimico va fatto a base di prodotti cuprici (o rameici) come il poltiglia bordolese. I principali parassiti che si presentano sono: mangiatori di foglie e beccatori succhiatori; tra i più importanti troviamo l’ afide (Aphidea), la cicalina (Cicadellidae); la pulce saltatrice (Curculionidae), il grillo (Acheta), la formica (Formicidae), la mosca bianca; questi, insieme alla lumaca (Limoicidae), incidono sul rendimento e pertanto si raccomanda attuare misure preventive.